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  muffin "Mai discutere con un idiota. Ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza."
 
Diario
 


"Il tempo mischia bene le bibite, gli imperativi e quel che mando giù

Qualcuno vede ancora negli occhi miei quel che gli specchi non rifletton più

Si spezza la collana le idee van giù, stan rotolando un po' di qua e di là

E tutti a dirmi come raccoglierle, non c'è nessuno qui che non lo sa

Non riesco a immaginarmi di vivere illuminato dalla Verità"

(R. Vecchioni, "Canzone per Sergio" )



A parte che è divertente tutto, ma dal minuto 4 in poi potete trovare un'interessante guida sulla scrittura dei vostri commenti...



Anì Israeli


Di nessuna chiesa
Di nessuna chiesa


Lukashenko must go!
Grazie a Libertari


Ingeriamo pesantemente!
Questo blog è per l'ingerenza di tutti,
credenti e non credenti,
nelle questioni interne vaticane.
Aderisci anche tu!



Io, comunque, sto con loro.
Se lo meritano.




"E non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
Si è soli se qualcuno non è mai venuto
Però scendendo perdo i pezzi per le scale
E chi ci passa su non sa di farmi male:
Ma non venite a dirmi "Adesso lascia stare"
O che la lotta in fondo deve continuare
Perché se questa storia fosse una canzone
Con una fine mia
Tu non andresti via."

(R. Vecchioni, "L'ultimo spettacolo" )




Sperando che ci credano...
Doveroso


Il blog di Nicola Dell'Arciprete



"Everything dies, baby, that's a fact

But maybe everything that dies someday comes back..."

(B. Springsteen, "Atlantic City" )




Faciteme 'sto piacere...







Venghino siori venghino...



Una campagna cui aderire



Un sito sull'Olanda
Amsterdaaam!



09/06/2005: Welcome back...


31 dicembre 2008

Casomai non vi rivedessi...

...buon pomeriggio, buona sera e buona notte.



E buon anno.


20 dicembre 2008

Honi soit qui mal y pense

Oroscopo di Internazionale per il 2009 (!), segno della Bilancia:

"I lettori di Table talk, un forum del giornale online Salon, sono stati invitati a descrivere la loro vita in sei parole. Uno ha scritto: "Senza soldi. Stipendio. Senza soldi. Stipendio". Un altro invece ha detto: "Oh no, non un'altra volta". Ma la frase su cui vorrei richiamare la tua attenzione è: "Non sono mai stato uno spaccone". Sono convinto che anche tu, Bilancia, rimpianga di non aver mai imparato a fare lo spaccone. Ti annuncio che i prossimi mesi saranno il momento ideale per colmare questa lacuna. Anzi, sono quasi tentato di nominare il 2009 come l'Anno dello spaccone per tutte le Bilance. Se potessi farti un regalo simbolico, sarebbe un costume da supereroe firmato da un grande stilista. È arrivato Sballo Natale, Bilancia!"

La mia parte razionale tenta di convincermi che, se ai centomila difetti già presenti aggiungessi anche la spacconeria, perfino quei pochi che ancora mi sopportano comincerebbero a non sopportarmi più.

Tuttavia, qualcosa di simile a quello che i cantanti neomelodici definiscono "cuore" mi spinge a considerare, nonostante tutto, una bella iniezione di spacconeria, di autostima seppure malriposta, di vanteria continua senza senso del ridicolo come l'unica possibilità di salvezza. Dopo un anno di insulti continui e immotivati da parte dei miei simili e della vita, o mi ammazzo o applico la filosofia del "m'arimbarzi".

Sarà difficile abbandonare l'epoca dell'understatement; aver finalmente capito, però, quello che intendeva mia nonna quando diceva "Guarda che quelli che ti insultano lo fanno quasi sempre perché sono invidiosi" mi aiuterà moltissimo.
Sì, perché voi dovete sapere che, essendo io fondamentalmente una personcina gentile, quando qualcuno mi insulta mica lo liquido considerando che se c'ha grosse grisi non è un problema mio. No, sono tanto compiacente (o forse tanto egocentrica?) da cominciare a pensare a cosa mai posso aver fatto perché qualcuno mi voglia tanto male. E la compiacenza arriva al punto da partire dal presupposto che sia chi mi insulta ad avere ragione.

Bene, tutto questo deve finire.
Se c'è qualcosa che questo orribile 2008 mi ha insegnato, è che non si è mai troppo disgraziati per essere oggetto di invidia per qualcuno, non si è mai abbastanza buoni da non avere nemici, non si è mai abbastanza belli per piacere a tutti, non si è mai abbastanza corretti da non sentirsi affibbiare colpe e responsabilità che non si hanno*. Il problema non è come ti comporti: il problema per qualcuno sei tu, la tua esistenza.
Per lo stesso qualcuno il vantaggio, mai dichiarato ma certamente presente, è il tuo essere un ideale capro espiatorio, una persona talmente priva di autostima da cominciare a insultarsi da sola senza aspettare che lo facciano gli altri, abbastanza tonta da considerare anche il più schifoso, assurdo e crudele degli insulti come una critica costruttiva.

E allora meglio essere scorretti dall'inizio, meglio vantarsi di quel che si è e di quel che non si è e pazienza se nessuno dei due argomenti corrisponde alla realtà, meglio presentarsi come dei gran fighi e convincersi di esserlo, meglio lasciare la razionalità ai cretini e vedere solo quello che si vuole.
Meglio essere stronzi di natura e compiacersene, meglio essere stronzi fino al midollo e proclamare ai quattro venti di essere "troppo buoni", piuttosto che sentirsi dare degli stronzi dal primo che passa, dopo aver cercato
per tutta la vita, novantanove volte su cento a proprio danno e svantaggio, di non comportarsi come tali.

Che tanto poi, quando crepi, non è che se sei stato bravo dall'altra parte ci trovi qualcuno che ti fa l'applauso. Meglio divertirsi "di qua" finché si può, quando si può.
Quest'anno, il mio tirare le somme non può certo presentare nessuna sfumatura di fiducia. Ironia, tanta, sì, quella sempre. Menefreghismo parecchio, molto più del solito. Illusioni nessuna, completamente assenti. Aggressività in aumento, apoditticità dichiarata, manicheismo abbondante come sempre. E, se non vi garba, nessuno vi obbliga a stare qui.


El Diablo - Litfiba

Giro di notte con le anime perse
Sì della famiglia io sono il ribelle
Tu vendimi l'anima e ti mando alle stelle
E il paradiso è un'astuta bugia
Tutta la vita è una grassa bugia
Sì!

La vita dura è una gran fregatura, seh seh
Ma a volte uno strappo è una necessità
A chi va bene e a me va male

E sono un animale e sia!
Tutta la storia è una grassa bugia
Tutte le vite e per primo la mia


Oh, mama mia el Diablo
Ah, arriba arriba el Diablo
Oh, mama mia el Diablo
666

Spara al serpente della prima mela (eh, el Diablo)
Che ruba la forza a chi lo condannò (eh,el Diablo)
Ed io con la musica mi cambio la pelle (eh, el Diablo)
Ma il paradiso è un'astuta bugia
Tutte le vite e per primo la mia

Oh, mama mia el Diablo
Ah, arriba arriba el Diablo
Ah, mama mama mama mia el Diablo
Ah, sua santità el Diablo!
666
666


*(insieme a quelle che invece si hanno e per cui ci si fa rimordere la coscienza pure troppo)


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19 dicembre 2008

Compleanni

Cosa sarebbe il mondo, senza di lui?


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13 dicembre 2008

Del mio rapporto con De André

Rectius, con la musica di De André, ma qua il piatto piange e chissà che imparare a inventarmi titoli ad effetto non mi riassesti un minimo la carriera.
Dunque, dicevamo. Ci sono canzoni del repertorio di De André* che dimentico per anni, che non canto né canticchio mai, che non sembrano lasciare su di me alcun segno.
Poi all'improvviso mi tornano in mente, e mi accorgo di ricordarle a memoria senza un'incertezza.
La cosa strana è che mi capita sempre con la stessa canzone in corrispondenza degli stessi sentimenti. "Rimini", per esempio, la associo da sempre alla depressione, al sentimento di inutilità, alla debolezza esistenziale che mi assale a tradimento e mi impedisce di portare a termine qualsiasi attività.
Non a caso, in questi giorni di trasloco sotto l'allerta meteo la sto cantando a ripetizione.

Rimini - Fabrizio De André

Teresa ha gli occhi secchi, guarda verso il mare
per lei figlia di pirati penso che sia normale
Teresa parla poco ha labbra screpolate
mi indica un amore perso a Rimini d'estate.
Lei dice bruciato in piazza dalla Santa Inquisizione
forse perduto a Cuba nella rivoluzione
o nel porto di New York, nella caccia alle streghe
oppure in nessun posto ma nessuno le crede.


Rimini, Rimini

E Colombo la chiama dalla sua portantina
lei gli toglie le manette ai polsi, gli rimbocca le lenzuola
"Per un triste Re Cattolico - le dice - ho inventato un regno
e lui lo ha macellato su di una croce di legno.
E due errori ho commesso, due errori di saggezza
abortire l'America e poi guardarla con dolcezza
ma voi che siete uomini sotto il vento e le vele
non regalate terre promesse a chi non le mantiene
".

Rimini, Rimini

Ora Teresa è all'Harry's Bar guarda verso il mare
per lei figlia di droghieri penso che sia normale
porta una lametta al collo è vecchia di cent'anni
di lei ho saputo poco ma sembra non inganni.
"E un errore ho commesso - dice - un errore di saggezza
abortire il figlio del bagnino e poi guardarlo con dolcezza
ma voi che siete a Rimini tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse sulla figlia del droghiere
".

Rimini, Rimini


*repertorio da me conosciuto, chiaramente


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6 dicembre 2008

Quelli che

Ispirandomi per metà a Luca detto il Sannita, per l'altra metà a Vincenzo Jannacci detto Enzo, dedico questo sabato sera alla rimozione di alcune pietruzze da alcune scarpe.
Non ve ne abbiate a male, lettori. Un po' di coda di paglia ce l'abbiamo tutti, io per prima.

Quelli che quando va bene a te hai avuto culo, quando va bene a loro è perché sono i migliori del mondo, oh yeah.
Quelli che quando va male a te è normale, quando va male a loro hanno avuto sfiga, oh yeah.
Quelli che "Guarda, sei tanto una brava persona, ma fisicamente mi fai schifo a livelli di Wyoming [cit. Pali e Dispari]", oh, yeah.
Quelli che è naturale che nessuno ti caghi, brutta grassa e sfigata come sei, oh yeah.
Quelli che devi smetterla di pensare male (mentre, crp, te lo stanno infilando 'nder posto), oh yeah.
Quelli che "Tu sei troppo razionale e io non ti seguo", oh yeah.
Quelli che ti lasciano in braghe di tela e pretendono che tu, col più radioso dei tuoi sorrisi, gli consegni pure quelle, oh yeah.
Quelli che "Io non ti merito", oh yeah.
Quelli che ti scaricano senza peraltro averti mai, crp, caricata, oh yeah.
Quelli che "Buono/a sì ma fesso/a no", oh yeah.
Quelli che "Coi maleducati, devi metterti al loro livello". E io sospetto che non vedano l'ora di mettercisi, oh yeah.
Quelli che fanno i giornalisti e gli scrittori ignorando norme basilari di punteggiatura, ortografia e sintassi della lingua italiana, oh yeah.
Quelli che si laureano con 110 e lode e non hanno mai imparato che "qui e qua l'accento non va, lì e là l'accento va". Oh yeah.
Quelli che Bruce Springsteen è un tamarro, io sì che sono cool che ascolto solo trifonie della Mongolia Orientale, oh yeah.
Quelli che tu sei solo una mitomane che inventa bugie per darsi importanza. E invece no, purtroppo, è tutto vero, oh yeah.
Quelli che non vogliono rovinare la loro amicizia, oh yeah.
Quelli che prima dell'elezione di Obama odiavano gli Stati Uniti e adesso guardano ad essi come faro della civiltà, oh yeah.
Quelli che "Mi occupo di diritto di famiglia e cani Shar-pei", oh yeah.
Quelli che si fanno le foto e le ritoccano con Photoshop per fingere di essere fighi, oh yeah.
Quelli che se una non gliela dà cominciano a dire in giro che è una [antica città dell'Asia Minore all'entrata dell'Ellesponto], oh yeah.
Quelli che fino a pochi anni fa non sapevano distinguere il pesce (crp) dalla carne e adesso te li ritrovi in prima fila ai presìdi Slow Food a discettare di riscoperta dei sapori, oh yeah.
Quelli che "Restiamo amici", oh yeah.
Quelli che la cocaina è la droga dei potenti, oh yeah.
Quelli che sanno che hai i capelli ricci ma te li tagliano e te li acconciano come se fossero lisci, oh yeah.
Quelli che "Il mio unico difetto è che sono troppo buono/a e tutti si approfittano di me", oh yeah.
Quelli che "La amo perché mi fa ridere", il che detto della Littizzetto potrebbe anche essere, ma detto di una strafiga con due gambe chilometriche e due tette quarta misura appare quantomeno forzato, oh yeah.
Quelli che l'onestà è una virtù imprescindibile. Per gli altri, oh yeah.
Quelli che mentre parlano non possono fare a meno di toccarti, e tu gli daresti una botta in testa ma ti trattieni perché sei educato, oh yeah.
Quelli che ti toccano il sedere sull'autobus, oh yeah.
Quelli che scrivono "light motive" per "leitmotiv" e si autodefiniscono "intellettuali", oh yeah.
Quelli che devi avere un atteggiamento positivo, oh yeah.
Quelli che fanno i ministri, guadagnano centinaia di migliaia di euro l'anno e si lamentano che gli italiani, con le retribuzioni della Tanzania e i prezzi della Svezia, guarda caso restano "bamboccioni" fino a quarant'anni, oh yeah.
Quelli che se provi a far loro una critica sei solo invidiosa, oh yeah.
Quelli che "smettila di piangerti addosso perché ti è crollata in testa la casa, sei troppo egoista, consola me che ho un'unghia incarnita, cosa dici, mi faccio operare?", oh yeah.
Quelli che "Sono sposato, sì, ma mi sto separando e con mia moglie non faccio più l'amore da dieci anni", oh yeah.
Quelli che "Io non ho paura di mettermi in gioco". Tanto sai di avere chi ti para il culo, oh yeah.
Quelli che "Il cliente ha sempre ragione", oh yeah.
Quelli che "C'è la crisi, quest'anno non vado a sciare ad Aspen ma al massimo a Cortina", oh yeah.
Quelli che "Lei non sa chi sono io". E sono felice di non saperlo, oh yeah.
Quelli che lasciano la macchina in doppia fila, mettendola in modo che tu non possa uscire dal parcheggio, e quando dopo un'ora di clacson si degnano di spostarla hanno pure ragione loro, oh yeah.
Quelli che spaccano la faccia ai figli perché erano nervosi, oh yeah.
Quelli che gli ebrei rubano l'acqua ai palestinesi, oh yeah.
Quelli con la kefiyyah. E non aggiungo altro, oh yeah.
Quelli che i "cervelli" italiani devono rimanere in Italia, però i figli li mandano a studiare in America. Forse non hanno il cervello, loro, oh yeah.
Quelli che fanno gli emo tagliuzzandosi le braccia, purtroppo mai fino a provocarsi lesioni permanenti, oh yeah.
Quelli che scrivono "3msc hvdt tadb" e si lamentano se gli altri li esortano a tradurre in italiano, oh yeah.
Quelli che "cioè io non posso vivere senza la musica perché cioè la musica mi dà le emozzzioni", oh yeah.
Quelli che "Io non credo nel sistema borghese", oh yeah.
Quelli che non hanno mai letto un libro fino in fondo. E neanche una Gazzetta dello Sport, se è per questo, oh yeah.
Quelli che io non giudico mai e nun c'ho pregggiudizzzi, oh yeah.
Quelli che per me conta la bellezza interiore, oh yeah.
Quelli che scrivono cose inutili, non cambiano di un millimetro la situazione, ma dopo aver scritto si rileggono, si fanno una risata e si sentono un po' meglio.

Oh, yeah.


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permalink | inviato da muffin il 6/12/2008 alle 22:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

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