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  muffin "Mai discutere con un idiota. Ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza."
 
Sit com
 


"Il tempo mischia bene le bibite, gli imperativi e quel che mando giù

Qualcuno vede ancora negli occhi miei quel che gli specchi non rifletton più

Si spezza la collana le idee van giù, stan rotolando un po' di qua e di là

E tutti a dirmi come raccoglierle, non c'è nessuno qui che non lo sa

Non riesco a immaginarmi di vivere illuminato dalla Verità"

(R. Vecchioni, "Canzone per Sergio" )



A parte che è divertente tutto, ma dal minuto 4 in poi potete trovare un'interessante guida sulla scrittura dei vostri commenti...



Anì Israeli


Di nessuna chiesa
Di nessuna chiesa


Lukashenko must go!
Grazie a Libertari


Ingeriamo pesantemente!
Questo blog è per l'ingerenza di tutti,
credenti e non credenti,
nelle questioni interne vaticane.
Aderisci anche tu!



Io, comunque, sto con loro.
Se lo meritano.




"E non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
Si è soli se qualcuno non è mai venuto
Però scendendo perdo i pezzi per le scale
E chi ci passa su non sa di farmi male:
Ma non venite a dirmi "Adesso lascia stare"
O che la lotta in fondo deve continuare
Perché se questa storia fosse una canzone
Con una fine mia
Tu non andresti via."

(R. Vecchioni, "L'ultimo spettacolo" )




Sperando che ci credano...
Doveroso


Il blog di Nicola Dell'Arciprete



"Everything dies, baby, that's a fact

But maybe everything that dies someday comes back..."

(B. Springsteen, "Atlantic City" )




Faciteme 'sto piacere...







Venghino siori venghino...



Una campagna cui aderire



Un sito sull'Olanda
Amsterdaaam!



09/06/2005: Welcome back...


6 dicembre 2008

Quelli che

Ispirandomi per metà a Luca detto il Sannita, per l'altra metà a Vincenzo Jannacci detto Enzo, dedico questo sabato sera alla rimozione di alcune pietruzze da alcune scarpe.
Non ve ne abbiate a male, lettori. Un po' di coda di paglia ce l'abbiamo tutti, io per prima.

Quelli che quando va bene a te hai avuto culo, quando va bene a loro è perché sono i migliori del mondo, oh yeah.
Quelli che quando va male a te è normale, quando va male a loro hanno avuto sfiga, oh yeah.
Quelli che "Guarda, sei tanto una brava persona, ma fisicamente mi fai schifo a livelli di Wyoming [cit. Pali e Dispari]", oh, yeah.
Quelli che è naturale che nessuno ti caghi, brutta grassa e sfigata come sei, oh yeah.
Quelli che devi smetterla di pensare male (mentre, crp, te lo stanno infilando 'nder posto), oh yeah.
Quelli che "Tu sei troppo razionale e io non ti seguo", oh yeah.
Quelli che ti lasciano in braghe di tela e pretendono che tu, col più radioso dei tuoi sorrisi, gli consegni pure quelle, oh yeah.
Quelli che "Io non ti merito", oh yeah.
Quelli che ti scaricano senza peraltro averti mai, crp, caricata, oh yeah.
Quelli che "Buono/a sì ma fesso/a no", oh yeah.
Quelli che "Coi maleducati, devi metterti al loro livello". E io sospetto che non vedano l'ora di mettercisi, oh yeah.
Quelli che fanno i giornalisti e gli scrittori ignorando norme basilari di punteggiatura, ortografia e sintassi della lingua italiana, oh yeah.
Quelli che si laureano con 110 e lode e non hanno mai imparato che "qui e qua l'accento non va, lì e là l'accento va". Oh yeah.
Quelli che Bruce Springsteen è un tamarro, io sì che sono cool che ascolto solo trifonie della Mongolia Orientale, oh yeah.
Quelli che tu sei solo una mitomane che inventa bugie per darsi importanza. E invece no, purtroppo, è tutto vero, oh yeah.
Quelli che non vogliono rovinare la loro amicizia, oh yeah.
Quelli che prima dell'elezione di Obama odiavano gli Stati Uniti e adesso guardano ad essi come faro della civiltà, oh yeah.
Quelli che "Mi occupo di diritto di famiglia e cani Shar-pei", oh yeah.
Quelli che si fanno le foto e le ritoccano con Photoshop per fingere di essere fighi, oh yeah.
Quelli che se una non gliela dà cominciano a dire in giro che è una [antica città dell'Asia Minore all'entrata dell'Ellesponto], oh yeah.
Quelli che fino a pochi anni fa non sapevano distinguere il pesce (crp) dalla carne e adesso te li ritrovi in prima fila ai presìdi Slow Food a discettare di riscoperta dei sapori, oh yeah.
Quelli che "Restiamo amici", oh yeah.
Quelli che la cocaina è la droga dei potenti, oh yeah.
Quelli che sanno che hai i capelli ricci ma te li tagliano e te li acconciano come se fossero lisci, oh yeah.
Quelli che "Il mio unico difetto è che sono troppo buono/a e tutti si approfittano di me", oh yeah.
Quelli che "La amo perché mi fa ridere", il che detto della Littizzetto potrebbe anche essere, ma detto di una strafiga con due gambe chilometriche e due tette quarta misura appare quantomeno forzato, oh yeah.
Quelli che l'onestà è una virtù imprescindibile. Per gli altri, oh yeah.
Quelli che mentre parlano non possono fare a meno di toccarti, e tu gli daresti una botta in testa ma ti trattieni perché sei educato, oh yeah.
Quelli che ti toccano il sedere sull'autobus, oh yeah.
Quelli che scrivono "light motive" per "leitmotiv" e si autodefiniscono "intellettuali", oh yeah.
Quelli che devi avere un atteggiamento positivo, oh yeah.
Quelli che fanno i ministri, guadagnano centinaia di migliaia di euro l'anno e si lamentano che gli italiani, con le retribuzioni della Tanzania e i prezzi della Svezia, guarda caso restano "bamboccioni" fino a quarant'anni, oh yeah.
Quelli che se provi a far loro una critica sei solo invidiosa, oh yeah.
Quelli che "smettila di piangerti addosso perché ti è crollata in testa la casa, sei troppo egoista, consola me che ho un'unghia incarnita, cosa dici, mi faccio operare?", oh yeah.
Quelli che "Sono sposato, sì, ma mi sto separando e con mia moglie non faccio più l'amore da dieci anni", oh yeah.
Quelli che "Io non ho paura di mettermi in gioco". Tanto sai di avere chi ti para il culo, oh yeah.
Quelli che "Il cliente ha sempre ragione", oh yeah.
Quelli che "C'è la crisi, quest'anno non vado a sciare ad Aspen ma al massimo a Cortina", oh yeah.
Quelli che "Lei non sa chi sono io". E sono felice di non saperlo, oh yeah.
Quelli che lasciano la macchina in doppia fila, mettendola in modo che tu non possa uscire dal parcheggio, e quando dopo un'ora di clacson si degnano di spostarla hanno pure ragione loro, oh yeah.
Quelli che spaccano la faccia ai figli perché erano nervosi, oh yeah.
Quelli che gli ebrei rubano l'acqua ai palestinesi, oh yeah.
Quelli con la kefiyyah. E non aggiungo altro, oh yeah.
Quelli che i "cervelli" italiani devono rimanere in Italia, però i figli li mandano a studiare in America. Forse non hanno il cervello, loro, oh yeah.
Quelli che fanno gli emo tagliuzzandosi le braccia, purtroppo mai fino a provocarsi lesioni permanenti, oh yeah.
Quelli che scrivono "3msc hvdt tadb" e si lamentano se gli altri li esortano a tradurre in italiano, oh yeah.
Quelli che "cioè io non posso vivere senza la musica perché cioè la musica mi dà le emozzzioni", oh yeah.
Quelli che "Io non credo nel sistema borghese", oh yeah.
Quelli che non hanno mai letto un libro fino in fondo. E neanche una Gazzetta dello Sport, se è per questo, oh yeah.
Quelli che io non giudico mai e nun c'ho pregggiudizzzi, oh yeah.
Quelli che per me conta la bellezza interiore, oh yeah.
Quelli che scrivono cose inutili, non cambiano di un millimetro la situazione, ma dopo aver scritto si rileggono, si fanno una risata e si sentono un po' meglio.

Oh, yeah.


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permalink | inviato da muffin il 6/12/2008 alle 22:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


14 ottobre 2008

Se vinco al Superenalotto...

...quasi quasi mi compro Alitalia.


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permalink | inviato da muffin il 14/10/2008 alle 17:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


11 settembre 2008

Mi sono innamorata




permalink | inviato da muffin il 11/9/2008 alle 23:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


2 settembre 2008

Il mattino ha l'oro in bocca (cit.)

Ore 23:30: Marianna esce dalla TIM dopo 5h45m in cui ha risposto a circa 100 chiamate, i tre quarti delle quali fatti dai clienti al solo scopo di sfogarsi sull'azienda, insultando la povera risponditrice e non ascoltandone i (pur ragionevoli) suggerimenti ma strillando ininterrottamente per dieci minuti, prima di capire che hanno fatto qualche errore da scemi e riattaccare senza manco salutare, ci auguriamo sentendosi finalmente i cretini che sono.
Ore 00:15: Marianna, dopo aver guidato su una strada il cui unico scopo sembra quello di provocare le stragi del sabato sera, arriva finalmente a casa. Ancora nervosissima per gli insulti ricevuti, ça va sans dire.
Ore 00:45: Marianna fa un pediluvio rilassante alla lavanda per cercare di cominciare a entrare nel mood giusto per il sonno.
Ore 01:45: Marianna continua a girare per casa con gli occhi sbarrati.
Ore 02:45: Nei casi più fortunati, Marianna comincia a prendere sonno.
Ore 03:15: Marianna si sveglia per fare pipì, dato che, non essendo mai stata una gran parlatrice, nella giornata lavorativa, per evitare la raucedine cronica, deve scolarsi minimo 3 litri d'acqua. Nei casi meno fortunati, il fenomeno si ripete quattro o cinque volte nel corso della nottata.
Ore 05:45: Arriva a letto il solo unico e vero amore della sua vita, il quale è reduce da una sessione notturna di Alpha Centauri (una roba che al confronto l'eroina è una droga leggera), puzza come una capra fumatrice di pipa e si butta a peso morto sulla coperta. Di solito, fortunatamente, Marianna, essendo nella fase REM, non si sveglia, anche se per qualche misterioso motivo ormai nei suoi sogni appare insistentemente una capra con un narghilè.
Ore 06:00: Comincia a cantare uno stramaledetto chiassosissimo uccello di specie non identificata, ma ormai, essendo assuefatta a quel rumore, Marianna non si sveglierebbe neanche se venisse a cinguettarle in un orecchio.
Ore 06:45: The touch of the master [il tocco del maestro]. Il vicino della casa accanto accende per il riscaldamento la propria automobile, classe di inquinamento Euro -200, i cui vapori di scappamento finiscono - a causa del fatto che, porcoilmondochecihosottoipiedi, "il vento fa il suo giro" - tutti e soli dentro la stanza da letto in cui Marianna, povera illusa, dorme non sapendo cosa l'aspetta.
Ore 07:30: Dopo appena 45 minuti di riscaldamento, avendo prodotto la quantità di fumi tossici che nella Londra della rivoluzione industriale si producevano in una settimana, e avendo invaso la camera dell'incauta dormiente con un odore a metà tra un fuoco di legna alimentato a petrolio e un fuoco di petrolio alimentato a legna, il vicino decide che è ora di prendere la macchina e partire verso altri lidi. Marianna ormai, con un diavolo per capello, si è svegliata tossendo come una tisica nella Londra della rivoluzione industriale (scenario ricorrente).
Ore 07:45: La puzza di incendio comincia a scemare. Marianna, povera illusa, pensa di poter ritornare a dormire.
Ore 07:46: Il solo unico e vero amore della sua vita, disteso supino, comincia a russare e rumoreggiare. Marianna cerca di girarlo facendo leva sotto la panza, a volte ottiene il suo scopo, ma due minuti dopo lui è di nuovo là supino che boccheggia come un'orca spiaggiata. Solo che, porcoilmondochecihosottoipiedi, l'orca evita di fare quel casino.
Ore 08:00: Dopo ben 5h15m scarsi di sonno (meno di un turno lavorativo ma vabbè) Marianna si arrende alla dura realtà dei fatti, e, sbattendo con forza tutto quello che trova (porte, cellulari, bottiglie, scarpe, finestre), decide democraticamente di alzarsi e dare un senso alla sua giornata. Vale a dire che si mette anche lei a giocare ad Alpha Centauri per cinque-sei-sette ore.
Quando non aggiorna il blog.

La genesi di una potenziale serial killer.


25 agosto 2008

Dialogo tra una bevitrice di whisky e una signora

Io* : "Strano, di solito bere un po' di Coca-Cola mi fa sentire meglio, invece stasera..."
Amica: "Non sarà perché c'è del Jameson's nella tua Coca-Cola?"
Io: "Ah, già..."

* sorseggiando un bicchiere di whisky Jameson's e Coca-Cola


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permalink | inviato da muffin il 25/8/2008 alle 0:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


31 maggio 2008

10 cose da evitare ad una comunione

Uàn) Evitare di cadere dai tacchi sulla soglia della chiesa, slogandovi una caviglia e facendo conseguentemente partire un bestemmione che, per via del contesto, potrebbe non essere apprezzato dagli astanti come merita, nella sua pienezza artistica;
Tù) Evitare di presentarvi con abbigliamento punkabbestia e capelli tinti di verde, se non è il vostro stile abituale. Il mondo potrebbe non capire, e sì che fare la figura dei geni incompresi alla fin fine fa molto figo, ma fare la figura dei cretini no, non c'è verso che faccia figo in alcun modo;
Trì) Evitare di reindossare capi semieleganti rimasti nell'armadio per tre anni: se non li avete indossati per tanto tempo, una ragione (macchia indelebile/buco sotto l'ascella/fili pendenti/zip incastrata) ci sarà, e probabilmente la scoprirete quando sarà troppo tardi per cambiarvi;
Fòr) Evitare di appartarvi con quel giovane attraente conosciuto mentre fumavate una sigaretta fuori dalla chiesa durante la cerimonia: specie se non frequentate raduni familiari da un po' di tempo, potreste correre il rischio che sia un vostro parente. Strettissimo, per giunta;
Fàiv) Evitare di appartarvi con quell'attraente signore di mezz'età che avete conosciuto facendo la fila ai bagni del ristorante, e che sembra non aver nessuna fretta di rientrare in sala: quasi sicuramente o soffre di prostata, o è il marito di un'Erinni in leopardo ricchissima e molto amica della vostra famiglia, la quale non esiterà a pronunciare vendetta, tremenda vendetta su di voi e su tutti i vostri parenti fino al quattordicesimo grado (compreso l'eventuale giovane attraente di cui sopra, e non è una bella cosa);
Sics) Evitare di amareggiare trisavoli/e con rispostacce alla Daria: possono essere tollerabili solo se siete adolescenti ribbbelli incazzate con l'universo e col sistema borghese, e voi, anche se ormai si è "giovani" fino a quarantacinque anni e tutta questa fuffa qui, "teenager" in senso stretto non lo siete più da parecchio tempo;
Sevvven) Evitare di farvi coinvolgere in discussioni politiche dalla zia professoressa di lettere: dopo un quarto d'ora, vi sorprenderete a ripensare i vostri parametri di misurazione della spocchia sinistrista, ammettendo che sì, in fondo D'Alema è un simpatico compagnone e Travaglio è un giovane tanto umile e un grande alfiere del garantismo;
Eit) Evitare di farvi coinvolgere in discussioni politiche dal capufficio di vostra madre: dopo un quarto d'ora, vi sorprenderete a invocare mentalmente un Bossi o un Calderoli, che sì, sono razzisti verso gli immigrati, ma meno di lui, e comunque almeno sono divertenti e folkloristici e potrebbero ravvivare la giornata;
Nàin) Evitare di farvi coinvolgere in profonde discussioni teologiche da chiunque, soprattutto dopo aver bevuto lo champagne all'etanolo del brindisi, gentilmente offerto dal discount, e quei sette/otto bicchieri di vino: dopo un quarto d'ora, vi sorprenderete ad autoconvincervi che quello che state dicendo ha un senso, e comincerete a sparare scemenze sempre peggiori, alternando reminiscenze platoniche della scuola superiore e traballanti traduzioni di testi di Bob Dylan. Il che è sempre piuttosto patetico, ma, in un ambiente frequentato da bambini di dieci anni, è a maggior ragione decisamente sconsigliabile per motivi che non sto qui ad elencare;
Tènn) Evitare di rispondere, a chiunque vi chieda che fine avevate fatto nei precedenti tre anni, con l'enunciazione dell'Undicesimo Comandamento ("Fatti i c...i tuoi"). Inventare, in alternativa, mirabolanti avventure che vi hanno tenute lontane dagli altrimenti imperdibili raduni familiari degli ultimi tempi: se sono verosimili farete la figura delle strafighe, se non lo sono, l'interlocutore si sentirà preso per i fondelli e comunque vi lascerà in pace.

("Nanana nanana na I will survive, I will survive...")


21 maggio 2008

Non riesco a contattare me stesso

Io: "[nota azienda di telefonia mobile], buonasera, come posso esserle utile?"
Cliente: "Salve, allora, io avrei un cellulare Vodafone, due Wind, tre TIM di cui uno l'avevo passato a Tre ma poi sono tornato in TIM mentre l'altro TIM prima era Wind..."
Io (frastornata)"Ok, bene, può confermarmi il numero da cui sta chiamando e l'intestatario?" 
Cliente: (conferma i dati)
Io: "Sì dunque, qual è il problema?"
Lui: "No, è che quando con uno dei [nota azienda di telefonia mobile] chiamo il [altra nota azienda di telefonia mobile], non mi risponde".
Io: "Ma il [altra nota azienda di telefonia mobile] è sempre suo? Lo usa lei?"
Lui: "Sì, sì, però quando lo chiamo con gli altri telefoni squilla, è solo con uno dei [nota azienda di telefonia mobile] che parte la segreteria."
Io: "Capisco, ma probabilmente è un problema del telefonino che riceve, non di quello che chiama, quindi, magari, col [altra nota azienda di telefonia mobile] dovrebbe chiamare l'assistenza clienti [altra nota azienda di telefonia mobile] e chiedere di disattivare tutte le deviazioni"
Lui: "Sì, ma signorina, ha capito il mio problema?"
Io: "Sì, credo di aver capito, ma dipende dall'altro telefono, non da quello con la scheda nostra!"
Lui: "No, è che io praticamente non riesco a contattare me stesso!!!"
Io (risate soffocate in tutti i modi, poi decido che non riesco a trattenermi e gliela dico): "Senta, ma lei cosa deve dirsi di così importante da doversi chiamare a telefono?"
Lui e io: RISATE.

(Purtroppo alla TIM manca il sipario)


27 aprile 2008

Proprio vero...

...che nella vita, prima o poi, tutto si paga.

:-)


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permalink | inviato da muffin il 27/4/2008 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa


17 aprile 2008

Willy Wonka

Io, seriamente, mi chiedo cosa posso mai aver fatto per inimicarmi l'intero insieme dei parrucchieri italiani. E' la mia faccia poco trendy che li spinge ad odiarmi? E' il fatto che rifiuto risolutamente di farmi trascinare in discorsi tipo "Non esistono più le mezze stagioni"? E' la mia scarsa frequentazione delle loro boutique?

Non lo so. Fatto sta che, in sei mesi, sono andata tre volte da tre parrucchieri diversi, uscendone ogni volta con un taglio e una pettinatura identici a quelli di Johnny Depp che interpreta Willy Wonka in "La Fabbrica di Cioccolato". Il bello è che nessuno mi ha detto "Ti farò un caschetto orribile, assolutamente inadatto ai tuoi capelli, tagliato ad un'altezza tale da imbruttire perfino Johnny Depp figurati te". No, mi hanno fatto tre supercazzole diverse, tra cui distinguevo confusamente le parole "tagliare", "lunghezza", "lisci".

Ho sempre fatto presente che io i capelli lisci non li ho avuti mai e mai li avrò, per cui forse era meglio pensare a un taglio che stia bene anche a una che non ha mai imparato ad usare la piastra, magari alleggerire un po' la capigliatura ma senza costringerla in una forma che non è la sua. "Eh, ma se te li sfoltisco poi si arricciano": e allora? Cioè cazzo, sono ricci, che cosa dovrebbero fare secondo te se non arricciarsi? Non è che hanno alternative infinite...insomma, ogni volta, disperata, ho lasciato campo libero al vandalo di turno, ogni volta mi sono ritrovata conciata da Willy Wonka e ogni volta ho pure pagato.

Mi sa che l'unica è comprarmi un cilindro ed una palandrana viola. Almeno mi distinguo tra la folla.


20 marzo 2008

Ma secondo voi...

...quanto sta male una che si guarda nello specchio e si apostrofa "Fracicona mia"? 
(spiegazione del termine qui)


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