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  muffin "Mai discutere con un idiota. Ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza."
 
Diario
 


"Il tempo mischia bene le bibite, gli imperativi e quel che mando giù

Qualcuno vede ancora negli occhi miei quel che gli specchi non rifletton più

Si spezza la collana le idee van giù, stan rotolando un po' di qua e di là

E tutti a dirmi come raccoglierle, non c'è nessuno qui che non lo sa

Non riesco a immaginarmi di vivere illuminato dalla Verità"

(R. Vecchioni, "Canzone per Sergio" )



A parte che è divertente tutto, ma dal minuto 4 in poi potete trovare un'interessante guida sulla scrittura dei vostri commenti...



Anì Israeli


Di nessuna chiesa
Di nessuna chiesa


Lukashenko must go!
Grazie a Libertari


Ingeriamo pesantemente!
Questo blog è per l'ingerenza di tutti,
credenti e non credenti,
nelle questioni interne vaticane.
Aderisci anche tu!



Io, comunque, sto con loro.
Se lo meritano.




"E non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
Si è soli se qualcuno non è mai venuto
Però scendendo perdo i pezzi per le scale
E chi ci passa su non sa di farmi male:
Ma non venite a dirmi "Adesso lascia stare"
O che la lotta in fondo deve continuare
Perché se questa storia fosse una canzone
Con una fine mia
Tu non andresti via."

(R. Vecchioni, "L'ultimo spettacolo" )




Sperando che ci credano...
Doveroso


Il blog di Nicola Dell'Arciprete



"Everything dies, baby, that's a fact

But maybe everything that dies someday comes back..."

(B. Springsteen, "Atlantic City" )




Faciteme 'sto piacere...







Venghino siori venghino...



Una campagna cui aderire



Un sito sull'Olanda
Amsterdaaam!



09/06/2005: Welcome back...


11 gennaio 2009

Banalitas banalitatis, ricordo di De André

Quasi tutte le più belle canzoni di De André, nei miei quattro anni di attività su questo blog, mi sembra di averle già pubblicate.

Non per questo smette di essere attuale "Morire per delle idee" (sì, lo so, è di Brassens), quando si pensa ai civili palestinesi mandati a morire da un'élite corrotta che si appropria degli aiuti internazionali, lascia nella povertà il suo popolo utilizzandolo come un colossale scudo umano e addossa la colpa di tutto il male del mondo all'esistenza di Israele.

Non per questo smette di essere emozionante "Una storia sbagliata", dedicata specificamente alla morte di Pasolini ma emblema di tutte le "storie sbagliate" del mondo, o "Princesa", che mette nero su bianco temi di cui la maggior parte di noi non saprebbe neanche come cominciare a parlare.

Non per questo smette di consolarmi "Hotel Supramonte", considerato che di stazioni, nella mia vita, ne sono passate tante, anche facendo parecchio male, ma, nonostante tutto, sul desiderio di una fine alla Anna Karenina prevale il desiderio di vedere cosa viene dopo.

Non per questo "Potevo assumere un cannibale al giorno per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle" smette di essere allo stesso tempo una delle mie frasi preferite ed uno dei miei maggiori rimpianti. Avessi imparato prima che io e le stelle (quelle vere, quelle del cielo) siamo separate da troppi e troppi chilometri, non sarei adesso nei guai con la voglia di raggiungerle.

Certo, se c'è un concetto che mette d'accordo molti sulla poetica di De André, è che non sia decisamente costellata di ottimismo e temi allegri.
Non è detto, però, che questo sia sempre vero: perciò ho deciso di celebrare il decennale della sua morte con una canzone e una notizia di speranza che riguardano entrambe un ottico. Al fatto che quello di De André (e di E. Lee Masters?) rappresenti presumibilmente uno spacciatore di "paradisi artificiali", mentre quello citato dal Corriere sia uno dei pochi uomini che, utilizzando al meglio le proprie forze e la propria umanità, cercano di creare un po' di paradiso in terra, ci arrivo da sola, grazie. :-)


Un ottico - Fabrizio De André

Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.

Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.

"Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare."

"Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia."

"Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola."

"Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo."

Faremo gli occhiali così?
Faremo gli occhiali così!


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13 dicembre 2008

Del mio rapporto con De André

Rectius, con la musica di De André, ma qua il piatto piange e chissà che imparare a inventarmi titoli ad effetto non mi riassesti un minimo la carriera.
Dunque, dicevamo. Ci sono canzoni del repertorio di De André* che dimentico per anni, che non canto né canticchio mai, che non sembrano lasciare su di me alcun segno.
Poi all'improvviso mi tornano in mente, e mi accorgo di ricordarle a memoria senza un'incertezza.
La cosa strana è che mi capita sempre con la stessa canzone in corrispondenza degli stessi sentimenti. "Rimini", per esempio, la associo da sempre alla depressione, al sentimento di inutilità, alla debolezza esistenziale che mi assale a tradimento e mi impedisce di portare a termine qualsiasi attività.
Non a caso, in questi giorni di trasloco sotto l'allerta meteo la sto cantando a ripetizione.

Rimini - Fabrizio De André

Teresa ha gli occhi secchi, guarda verso il mare
per lei figlia di pirati penso che sia normale
Teresa parla poco ha labbra screpolate
mi indica un amore perso a Rimini d'estate.
Lei dice bruciato in piazza dalla Santa Inquisizione
forse perduto a Cuba nella rivoluzione
o nel porto di New York, nella caccia alle streghe
oppure in nessun posto ma nessuno le crede.


Rimini, Rimini

E Colombo la chiama dalla sua portantina
lei gli toglie le manette ai polsi, gli rimbocca le lenzuola
"Per un triste Re Cattolico - le dice - ho inventato un regno
e lui lo ha macellato su di una croce di legno.
E due errori ho commesso, due errori di saggezza
abortire l'America e poi guardarla con dolcezza
ma voi che siete uomini sotto il vento e le vele
non regalate terre promesse a chi non le mantiene
".

Rimini, Rimini

Ora Teresa è all'Harry's Bar guarda verso il mare
per lei figlia di droghieri penso che sia normale
porta una lametta al collo è vecchia di cent'anni
di lei ho saputo poco ma sembra non inganni.
"E un errore ho commesso - dice - un errore di saggezza
abortire il figlio del bagnino e poi guardarlo con dolcezza
ma voi che siete a Rimini tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse sulla figlia del droghiere
".

Rimini, Rimini


*repertorio da me conosciuto, chiaramente


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